venerdì 26 agosto 2011

La morte




L’altra sera ho incontrato la morte,
mi salutò e le risposi gentilmente.
Non ero stupito e se ne accorse sorpresa:
“Cosa devo fare perché tu mi consideri
un essere ripugnante,
privo di sensibilità,
caparbiamente attratto dalle disgrazie altrui?” Mi chiese.
“Nulla, fai il tuo mestiere;
da sempre terrorizzi l’uomo,
lo prendi per mano fin dalla nascita,
lo guidi senza appello nella tua dimora,
lo lasci cadere all’improvviso ai tuoi piedi;
tu non mi crei angosce,
sei solo un ombra che vola bassa,
come gli avvoltoi;
nessuno potrà mai aver paura
di ciò che è già morto,
per questo non ti temo,
non ti darò mai soddisfazione.”



giovedì 25 agosto 2011

Parole


 Una lunga vita che evoca ricordi  tristi,
 sono caduto nella polvere,
 ne ho assaporato il gusto amaro,
 sono stato un bersaglio perfetto:
 un uccello in volo.
 Ho guardato da lontano
 baci e dolcezze per lungo tempo proibite.
 Ma, adesso, eccomi a te, cara amica,
 se ho perso qualcosa nel terreno, non     
 cercarla,
 io sono l’erba, gli alberi, il mare:
 la mia tristezza lava le pietre.
 Scrivo queste parole al vento
 perché possa trasportarle lontano,
 perché nessuno possa più ascoltarle.

giovedì 18 agosto 2011