sabato 30 aprile 2011


Farfalle e ortiche

Avevo raccolto un mazzo di ortiche, mi aspettavo una farfalla ubriaca, pronta a posarsi e a succhiarne il nettare. La leggenda parlava di fiori e api ma la terra non offriva niente di meglio; le ortiche cominciavano a irritare la mia pelle, mi infastidivano; la farfalla si era posata sui miei capelli, era irrequieta; le mie mani cercavano di essere libere, come i suoi movimenti, il mio stomaco reclamava cibo. Mi sono sdraiato sull’erba, il sole a picco divorava la mia carne, mi sono addormentato cieco, mi sono risvegliato al buio, pronto a vivere un’altra vita; ho perso la farfalla e le ortiche continuano a irritarmi la pelle, la leggenda parlava di fiori e api, dove siano non lo so. Questa è una storia raccontata da un matto ma ho dovuto ricredermi, era l’unico che aveva ragione

Felicità e tristezza


Felicità e tristezza

Rocce corrose dalle onde che si infrangono sulla riva di una piccola spiaggia deserta. Ricordo del tuo corpo, delle mie mani che raccolgono i tuoi seni dilatati dall’acqua di mare, le tue labbra che sfiorano le mie, il tuo riso di bambina, la curiosità, il finto stupore, le promesse e i giuramenti.
E poi quella tua strana tristezza che cresce inarrestabile come l’alta marea.
Quel tuo mal di vivere, un dolore semplice ma pieno di menzogne, i tuoi sguardi furtivi, nascosti. Il sole che tramonta sui tuoi occhi come un sogno ormai appagato e irripetibile.
Un sonno profondo che ci traghetta dalla vita alla morte, nell’oscurità della notte.