sabato 16 aprile 2011
una doverosa precisazione
Ogni mia poesia e scritto presente in questo ed in altri blog sono sottoposti a riproduzione riservata; possono essere usati da chiunque, purché ne venga citata la fonte. Checcus writer.
venerdì 15 aprile 2011
Oggi è il mio compleanno, grazie a Facebook non ho mai ricevuto tanti auguri come adesso. Sono 62, il tempo scorre in fretta, ma, chi mi conosce, sa che non ci faccio caso. Si può ricominciare a vivere a qualsiasi età, basta volerlo, e lo dice uno che di peripezie ne ha passate parecchie, ma che è sempre riuscito a superarle, tranne rari momenti di buio profondo. Voglio ringraziare mie figlie, con le quali ho rimesso insieme i cocci di quello che sembrava un affetto ormai perso, e che mi sostengono soprattutto moralmente, tutti gli amici che mi sono vicini e che mi hanno aiutato a superare le disgrazie fisiche che ho dovuto sopportare. L'essere continuamente impegnato
durante le ore del giorno, nel mio piccolo, con dei lavori, magari banali, mi aiuta a far trascorrere il tempo e a: vivere. Ho volutamente messo la foto di un sole all'orizzonte, per molti potrà sembrare un tramonto, per me, è l'alba, non di una nuova vita, sarei troppo presuntuoso, ma di un nuovo giorno da affrontare. Perché la vita va vissuta sempre, fino all'ultimo minuto, in prima persona: senza rimanere immobili.
Grazie a tutti. Checcus writer
durante le ore del giorno, nel mio piccolo, con dei lavori, magari banali, mi aiuta a far trascorrere il tempo e a: vivere. Ho volutamente messo la foto di un sole all'orizzonte, per molti potrà sembrare un tramonto, per me, è l'alba, non di una nuova vita, sarei troppo presuntuoso, ma di un nuovo giorno da affrontare. Perché la vita va vissuta sempre, fino all'ultimo minuto, in prima persona: senza rimanere immobili.
Grazie a tutti. Checcus writer
giovedì 14 aprile 2011
Orizzonte
All’inizio un rosso violento, poi un giallo delicato; l’orizzonte si spegne, osservo i fiori spogliarsi della loro luce, l’ombra del tramonto coprire ogni cosa.
Il nostro bacio sarà lungo come la notte, il tuo alito la brezza che mi fa rabbrividire; un unico immenso desiderio, delicato e prezioso, ricoprirà il cielo: illuminerà l’oscurità che accompagnerà il nostro amore.
domenica 10 aprile 2011
Era magra!
Pelle e ossa
Era magra! Pelle e ossa, camminava stancamente sopra l’acqua delle paludi, sfiorava l’erba, lisciava il fango. Era così che l’avevo sempre pensata, quando, una notte, diventai il suo letto, sporcò le mie lenzuola, cacciò il sonno, riaprì i miei occhi.
Se ne andò all’alba con fare furtivo, sfiorandomi la bocca con un bacio: non la rividi più.
giovedì 7 aprile 2011
FUGA
Lampi di luce spezzano il tuo cammino, cerchi il fuoco che brucia il tuo corpo, vuoi ritornare a nuova vita. Gli alberi curvano i loro rami, cercano di impedire la tua fuga, si erano abituati alla tua presenza; in lontananza un campanile fa sentire rintocchi di morte. Corri con affanno, vedi occhi dilatati che ti scrutano nell'erba, i tuoi pensieri volano come nuvole impazzite, ti fermi ansimando, intorno a te la vita scorre tranquilla: il campanile scandisce le ore.
martedì 5 aprile 2011
Nulla di nuovo tranne la solita vecchia politica
Non credo di svelare nulla di nuovo, se sostengo che l’attuale politica estera italiana, è ormai arrivata al capolinea ( di quella interna ormai non si sa più cosa scrivere). A poco ci conforta il fatto di essere in compagnia di altri Stati della fu Unione Europea, la cui politica estera, messa alla prova in queste ore, si può riassumere in una sola parola: fallimento.
A poco serve constatare la cecità nel continuare a trattare l’Africa come il pozzo senza fondo di riserve e materie prime per l’occidente, non ultima, sembra, la scoperta di uranio in Libia e dintorni (viva il nucleare per chi non avesse ancora capito cosa significa), dove qualunque occidentale e, perché no, anche orientale, dopo aver seduto sul trono l’idiota di turno, continua indisturbato a saccheggiare tutto quello che c’è a portata di mano, sopra e sotto terra. Non si capisce, o non si vuole capire, che le rivolte scoppiate e propagandatesi a macchia d’olio in quei paesi, non sono solo la ribellione contro dittature ripugnanti, ma il sacrosanto diritto di godere dei benefici e delle ricchezze che quelle terre dovrebbero garantire ai loro abitanti. Stati che, come la Francia , si precipitano, assieme all’Inghilterra, per poter essere in prima fila, dopo il cessate il fuoco, per ottenere favori economici da vecchio colonialismo, o come l’Italia, smarrita, che, dalla sera alla mattina, si è vista privata del sultano amico, accolto un anno prima con tutti gli onori, la dicono lunga sulle reali capacità politiche di questi statisti dell’ultim’ora. Invece di litigare in Italia, tra italiani, in Europa tra Francesi, Inglesi, Tedeschi e ancora Italiani, a chi tocca tenere i profughi: se sono tali, o clandestini; invece di fare a gara a chi li prende a calci in culo di nascosto, sventolando la bandiera dell’umanità che non paga politicamente, lo sanno tutti egoisticamente il rischio che si corre, siamo onesti almeno una volta; cominciamo ad aiutare veramente quella gente. Andiamo a firmare trattati di cooperazione, in cui i vantaggi siano equamente distribuiti tra la popolazione, costruiamo scuole aiutandoli a istruirsi, aiutiamoli a combattere le malattie costruendo ospedali, a cercare l’acqua, bene più prezioso dell’oro, a fare in modo che riescano a procurarsi il vivere quotidiano autonomamente, soprattutto smettiamo di vendere armi, che ingrassano solo i maiali. Vedrete che, sicuramente ci vorrà del tempo ma alla fine il problema delle grandi invasioni barbariche, sarà risolto alla radice.
lunedì 4 aprile 2011
Senza suono
Ascolto il fruscio delle foglie, le gocce di pioggia che saltano nella polvere, il vento che agita i tuoi capelli, profumo di aranci.
A volte il silenzio si impossessa dei miei occhi, sparge lacrime amare, la mia bocca si apre senza suono, cerca la verità nascosta per tanto tempo.
La nebbia avvolge ogni cosa con il suo bianco vapore. Riprendo a camminare vagabondo senza meta.
venerdì 1 aprile 2011
Analisi politica
Da tempo sostengo che questo Governo è composto da due differenti modi di fare politica, anche se, vorrebbero far credere di agire con una sostanziale unità di comportamenti. Da una parte la componente Berlusconiana, il cui unico scopo, anziché risolvere i problemi del Paese, è tutelare gli interessi personali del Presidente del Consiglio, dall’altro la lega, ormai passata dall’antico slogan contro “Roma ladrona”, all’occupazione sistematica di tutti i posti economici chiave, nella Padania e nel resto del Paese. Il punto in comune, casomai, sta nel non sapere governare; i primi perché in altre faccende affaccendati, i secondi perché, finiti gli slogan, serviti per ottenere i voti, non solo non riescono a gestire l’ordinarietà delle cose e, questo si badi bene, vale per il governo centrale e per quello periferico ma di fronte alla prima vera crisi internazionale, calano le braghe in preda al panico. I poveri illusi che li hanno votati, credendo ai loro slogan, sicuramente di grande impatto psicologico ma volatilizzatisi nel giro di poche settimane, ora sono in affanno. Convinti che questi personaggi, glorificati e incensati da sempre, siano in grado di fare vedere la loro caratura, non dico di statisti ma più comunemente di uomini di governo che sanno fare l’interesse della Nazione, ora assistono sgomenti ai tragici silenzi, alla trasformazione dei lavori parlamentari, in occasione di insulti e scontri feroci, sul nulla, quando alle porte di casa nostra ci sono problemi enormi, da risolvere subito, con esperienza e decisione, facendo vedere che l’Italia non è quel paese ridicolo messo in vetrina in Europa e nel resto del mondo. Il problema extracomunitari, del resto, riassume molto bene quanto scritto sopra: O è stato usato a proposito per ingigantire un problema, su cui si è creato il consenso elettorale o non si è stati capaci di risolverlo per inettitudine. Del federalismo si sono perse le tracce e le regole fondamentali; si esulta per la sua approvazione dimenticando che il testo originale à stato stravolto, almeno per i leghisti, e quel che ne rimane, è passato con l’astensione benevola dell’opposizione. Dietro ai clandestini e al federalismo, purtroppo c’è il vuoto e mi dispiace per i seguaci leghisti della prima ora, anche perché ce ne sono di onesti e validi, anche tra di loro, purtroppo sono stati sopraffatti dalla folla di affaristi e qualunquisti, che fanno arrossire anche i vecchi esponenti della fu Democrazia Cristiana. C’è il vuoto politico di proposte, di programmi, di educazione, di rispetto per l’avversario politico, che si cerca di eliminare in tutti i modi, inventandosi scandali inesistenti, buoni solo per lasciare tracce sui giornali scandalistici, rovinando la persona, quando, invece chi compie veramente gli scandali, è osannato come un Dio; c’è l’appropriazione di idee altrui che si portano a conclusione con mezzi e spreco di soldi mai visti più che con bravura e volontà personale. Di Berlusconi ormai, c’è poco da dire, lui ha in mente solo una cosa: salvarsi dalla galera; tutti quelli che lo circondano, sanno che la nave sta affondando e, quindi cercano di arraffare tutto quel che è possibile, disposti a perdere la faccia pur di accedere, anche se per pochi mesi, a ricchezza e potere. Che tristezza vedere cattolici ferventi, tentare di giustificare il puttanaio di Arcore con convinzioni da veri discepoli. Dell’opposizione, che dire, il segretario del maggior partito, fa il suo onesto lavoro da vecchio politico consumato, quando dovrebbe avere il coraggio di fare emergere, sul serio, i giovani che ci sono ma scalpitano, costretti al palo, senza contare le lotte fratricide tra vecchi colonnelli, che in televisione proclamano l’unità del partito, e poi se le danno di santa ragione, creando sconcerto tra gli elettori fedeli. Ad un anno dalle elezioni amministrative, nel Comune in cui abito, c’è il silenzio assoluto da parte dell’opposizione, di qualsiasi tipo; a parte qualche timido “belato”, tutti sperano che la gente si renda conto degli errori e dell’inefficienza di chi ci governa. Ma ci vuole ben altro per convincere gli elettori, che, ormai, sembrano rassegnati alla loro sorte.
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