sabato 7 gennaio 2017

mercoledì 4 gennaio 2017

SALLUSTI VS GRILLO

SALLUSTI VS GRILLO
Alessandro Sallusti si ribella alle accuse aberranti di Grillo e in un editoriale stringato ma con parole di fuoco fa a pezzi l'ex comico, il m5s e anche Di Maio, Raggi, Travaglio e compagnia.
Parole che vorremmo dire tutti noi.
"Il grillismo è un pallone gonfiato, e noi giornalisti abbiamo soffiato mica poco. Per questo dovremmo essere processati, di questo dovremmo rispondere all'opinione pubblica. Abbiamo fatto passare Di Maio per uno statista, la Raggi per una sindaca, il loro sponsor Travaglio per un vate. «Onestà», gridavano i fenomeni, e il fenomeno lo scriveva e riscriveva, lo pontificava tutte le sere in tv. Adesso che le inchieste giudiziarie e i fatti politici dimostrano che i Cinquestelle sono tutt'altro che il partito degli onesti, il vate balbetta imbarazzato, il ballista Grillo si rimangia i dogmi e riscrive le sacre carte del movimento per non soccombere sotto la raffica di avvisi di garanzia per i suoi. È come fanno i mascalzoni: per salvarsi, ribaltano la verità. I cattivi, gli immorali, siamo noi che non ci siamo mai piegati alle loro regole illiberali. Grillo vuole che i giornali scrivano la verità? Lo accontento: Grillo, sei un buffone e non mi processerai, né tu né quell'accolita di cialtroni miracolati dalla storia che ti circonda."

lunedì 2 gennaio 2017

Una panoramica finale del tuo 2016!


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Abbiamo raccolto in uno stupendo collage le tue foto più belle del 2016. Fai un viaggio nella memoria. 

La lotta fra le due sinistre ormai è fuori tempo massimo

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La visione renziana e quella di minoranza del Pd hanno fallito. E non fanno i conti con il mondo attuale. Quello che serve è riprendere il filone italiano del socialismo e rinnovarlo.
lettera43.it|Di Peppino Caldarola

M5s "L'avviso di garanzia non implica gravità"


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In vista del voto online di domani pubblicato il 'Codice di comportamento del Movimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie'.
repubblica.it

UN NODOSO BASTONE PER UN COMICO

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UN NODOSO BASTONE PER UN COMICO

Stabilito quello che si vuole, si scrive la legge.
di GIUSEPPE TURANI | 02/01/2017

E così i 5 stelle hanno cambiato di nuovo il regolamento e sono diventati garantisti, sia pure a modo loro. Se fino a ieri bastava ricevere un qualunque avviso di garanzia per essere subito espulsi o comunque emarginati, adesso la questione verrà esaminata caso per caso. Ancora ieri uno dei colonnelli di Grillo (forse il meno intelligente, cioè Di Maio) teorizzava che per i politici non esiste la presunzione di innocenza: davanti a un’inchiesta della magistratura, si fanno le valigie e si va a casa. Oggi siamo già in un altro mondo: si valuterà. Chi valuterà? Ma i soliti, e cioè Grillo, più un paio di comitati da lui insediati e i ragazzotti della Casaleggio. Nessuno di questi soggetti, peraltro, è mai stato eletto da alcuno. E quindi siamo di nuovo nel regno dell’illegalità, come ha già sentenziato il tribunale di Napoli.
Ma non c’è niente da fare. Il comico genovese è convinto che l’unico modo per tenere un po’ di ordine nel suo caotico movimento sia aggirarsi con un bastone per cacciare sia quelli che non gli piacciono (ha già liquidato un terzo dei gruppi parlamentari). Facile prevedere che finirà di nuovo nei guai con la giustizia. Non a caso il vertice dei 5 stelle vive ormai in simbiosi con squadre di avvocati: sono borderline e lo sanno.
E’ interessante, però, vedere da dove nasce questa specie di nuovo garantismo. Non esce da una profonda riflessione sui fondamenti dello stato di diritto, ma da un’esigenza pratica. Da settimane si parla di due (non uno, due) avvisi di garanzia che potrebbe arrivare al loro sindaco di Roma, e cioè a Virginia Raggi.
Da qui la corsa ai ripari. La Raggi è infatti la loro speranza, ma anche la loro maledizione, la buccia di banana sulla quale l’intero movimento rischia di andare a gambe all’aria. Speranza perché con lei sono riusciti a conquistare la capitale e quindi a portare il movimento in primo piano. Maledizione perché la signora è capace di molte cose, ma non di fare il sindaco. Inoltre è sempre più chiaro che la sua vittoria è dovuta anche ai profondi legami con la peggiore destra romana.
Ma fin qui siamo nel campo della politica, dove si può dire e fare un po’ quello che si vuole.
I due avvisi di garanzia (sembra) in arrivo sono però un’altra cosa, sono una cosa per cui chi li riceve nei 5 stelle va a casa. Ma come si fa a mandare a casa il meraviglioso, straordinario, irripetibile sindaco di Roma? Sarebbe come ammettere di essere stati dei cretini. E allora si applica la vecchia regola gesuitica: prima stabilisci quello che vuoi, poi scrivi il regolamento.
In questo caso vuoi che il sindaco Raggi rimanga al suo posto, e allora scrivi che l’avviso di garanzia non è poi così importante. Si vedrà di volta in volta. A decidere, ovviamente, sarà il comico genovese. Ma non è grave: di fatto fa già il sindaco non eletto di Roma. E quindi può benissimo decidere se la figurante Raggi può rimanere al suo posto o se deve tornare a fare le fotocopie allo studio Previti.
C’è infine una beffa nella beffa: questo nuovo regolamento verrà sottoposto in rete per le votazioni. Sui siti della Casaleggio e con controllo della stessa Casaleggio. Insomma, Grillo vota sì al regolamento scritto da Grillo. Uno vale uno, ma lui vale tutti.
(Da "Tiscali.it" del 2 gennaio 2017)

domenica 1 gennaio 2017

Un apprendista rais e le colpe dell'Occidente


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Niente di più che un apprendista rais. In pochi mesi Recep Tayyip Erdoğan è riuscito a fare tutto il contrario di tutto. Quel che la Turchia sta scontando, e che continuerà a scontare, è la spregiudicatezza di un uomo intento a giocare la sua partita sempre…
huffingtonpost.it

Il M5s e l'illusione pericolosa della democrazia partecipativa

Il sogno di Casaleggio ha avuto precedenti storici. Dalla Rivoluzione francese alle assemblee del 68. E tutti si sono risolti nell'assolutismo.
lettera43.it