UN NODOSO BASTONE PER UN COMICO
Stabilito quello che si vuole, si scrive la legge.
di GIUSEPPE TURANI | 02/01/2017
E così i 5 stelle hanno cambiato di nuovo il regolamento e sono
diventati garantisti, sia pure a modo loro. Se fino a ieri bastava
ricevere un qualunque avviso di garanzia per essere subito espulsi o
comunque emarginati, adesso la questione verrà esaminata caso per caso.
Ancora ieri uno dei colonnelli di Grillo (forse il meno intelligente,
cioè Di Maio) teorizzava che per i politici non esiste la presunzione di
innocenza: davanti a un’inchiesta della magistratura, si fanno le
valigie e si va a casa. Oggi siamo già in un altro mondo: si valuterà.
Chi valuterà? Ma i soliti, e cioè Grillo, più un paio di comitati da lui
insediati e i ragazzotti della Casaleggio. Nessuno di questi soggetti,
peraltro, è mai stato eletto da alcuno. E quindi siamo di nuovo nel
regno dell’illegalità, come ha già sentenziato il tribunale di Napoli.
Ma non c’è niente da fare. Il comico genovese è convinto che l’unico
modo per tenere un po’ di ordine nel suo caotico movimento sia aggirarsi
con un bastone per cacciare sia quelli che non gli piacciono (ha già
liquidato un terzo dei gruppi parlamentari). Facile prevedere che finirà
di nuovo nei guai con la giustizia. Non a caso il vertice dei 5 stelle
vive ormai in simbiosi con squadre di avvocati: sono borderline e lo
sanno.
E’ interessante, però, vedere da dove nasce questa specie
di nuovo garantismo. Non esce da una profonda riflessione sui fondamenti
dello stato di diritto, ma da un’esigenza pratica. Da settimane si
parla di due (non uno, due) avvisi di garanzia che potrebbe arrivare al
loro sindaco di Roma, e cioè a Virginia Raggi.
Da qui la corsa ai
ripari. La Raggi è infatti la loro speranza, ma anche la loro
maledizione, la buccia di banana sulla quale l’intero movimento rischia
di andare a gambe all’aria. Speranza perché con lei sono riusciti a
conquistare la capitale e quindi a portare il movimento in primo piano.
Maledizione perché la signora è capace di molte cose, ma non di fare il
sindaco. Inoltre è sempre più chiaro che la sua vittoria è dovuta anche
ai profondi legami con la peggiore destra romana.
Ma fin qui siamo nel campo della politica, dove si può dire e fare un po’ quello che si vuole.
I due avvisi di garanzia (sembra) in arrivo sono però un’altra cosa,
sono una cosa per cui chi li riceve nei 5 stelle va a casa. Ma come si
fa a mandare a casa il meraviglioso, straordinario, irripetibile sindaco
di Roma? Sarebbe come ammettere di essere stati dei cretini. E allora
si applica la vecchia regola gesuitica: prima stabilisci quello che
vuoi, poi scrivi il regolamento.
In questo caso vuoi che il
sindaco Raggi rimanga al suo posto, e allora scrivi che l’avviso di
garanzia non è poi così importante. Si vedrà di volta in volta. A
decidere, ovviamente, sarà il comico genovese. Ma non è grave: di fatto
fa già il sindaco non eletto di Roma. E quindi può benissimo decidere se
la figurante Raggi può rimanere al suo posto o se deve tornare a fare
le fotocopie allo studio Previti.
C’è infine una beffa nella
beffa: questo nuovo regolamento verrà sottoposto in rete per le
votazioni. Sui siti della Casaleggio e con controllo della stessa
Casaleggio. Insomma, Grillo vota sì al regolamento scritto da Grillo.
Uno vale uno, ma lui vale tutti.
(Da "Tiscali.it" del 2 gennaio 2017)